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22 Settembre 2008

L’ALISILVIO E I SUOI PRECOCI CONTRIBUENTI

     Siam bambini, siam piccini, ma bocciamo la Gelmini! Loro non lo sanno, ma, per consentire a questo paese senza ali di volare ancora, saranno i primi a contribuire. Oh non economicamente… Semplicemente sulla loro pelle, sulla loro istruzione.

 

    Più di un miliardo di debiti, bad company, good company (sembra stiano parlando di una birra), 2000 esuberi, 5000 esuberi (ed in parlamento? Nessuno parla di 945 esuberi pluristipendiati…?) e poi tagli, tagli, tagli… Tagli fra i piloti, tagli fra gli addetti, tagli fra il personale di volo e di terra (le hostess) tanto che viene il dubbio che dietro, a tagliare, ci sia Silvan con una delle sue magie tipiche di ogni mago (la donna tagliata in tre, ma poi perfettamente integra…).

 

    La storia è questa: c’era una volta una compagnia aerea italiana chiamata ALITALIA che grazie a cattive gestioni, come i gatti, fallì 6 volte e quando alla settima stava per fallire, definitivamente, ci mise lo zampino il padreterno (pardon, il governo nel suo massimo esponente Silvio l’Eletto), a dire il vero con un assegno ponte – boccaglio d’ossigeno sganciato dal centros (non è un centrosinistra, di sinistra non aveva e non ha tuttora niente, perché chiamarlo col nome per esteso?) ad aprile scorso, ma su ordinazione del centrod (non è un centrodestra, di destra quella seria con cui razionalmente parlare non ha niente, ha qualche reminiscenza della destra autoritaria quello sì, divise, pugno pseudo duro… Ma per il resto niente più, quindi perché chiamarlo col nome per estreso?).

    Questa compagnia di bandiera ormai ridotta a banderuola aveva vissuto momenti di speranza (Airfrance) prima di sprofondare nello sconforto e di lì arrivare nel baratro.

 

    L’han notato tutti di come con Airfrance i licenziamenti sarebbero stati 2000 mentre ora ne saranno fino a 5000, tutti l’han capito ormai che i sindacati non sono più dalla parte dei lavoratori, perché non gli conviene e di come gli impiegati Alitalia si siano organizzati in sit in spontanei, proprio perché non si fidano più dei sindacati. Del resto se i sindacati fossero stati dalla parte dei lavoratori avrebbero accettato di buon grado l’esclusione di 2000 persone su 20.000 (i dipendenti totali, ovvero solo l’1%) invece di mostrar la pecorina in questa attuale prospettiva, data dalla CAI, che letteralmente vorrebbe dire Compagnia Aerea Italiana, ma che in realtà significa Combriccola Arguti Industriali, che solo hanno da guadagnare da questo losco affare.

 

    Ma dicevamo all’inizio prima di divagare che i bambini sarebbero stati a pagare. Ebbene si! Si ipotizzano 150.000 (e non duemila o cinquemila) tagli, in tre anni, nella scuola pubblica grazie all’inutile trovata del maestro unico, inutile per chi deve apprendere e formarsi ovvio, per le tasche di questo sedicente Stato no di certo. Centocinquantamila tagli, infatti, vogliono dire almeno 2.100.000.000 € di stipendi l’anno, esclusi straordinari, in un calcolo al volo su una base di mille euro al mese a persona per 14 mensilità, escluse le tasse irpef e le altre voci complementari che doppiano la busta paga come guadagno, ma che non vengono percepite dal lavoratore quanto dall’INPS e gli alti istituti consimili. Dato però che i compensi in base ad anzianità, assegni familiari ed altre elemosine possono arrivare ben oltre i mille standard ecco che lo Stato in tre anni, secondo i sindacati, solo con i tagli alla scuola andrebbe a risparmiare la cifra record di 8 miliardi di Euro.

 

    Basteranno per far volare quella sottospecie di imprenditori fallimentari e amministratori delegati (delegati da incoscienti, senza dubbio!) che ci ritroviamo? Basteranno 8 miliardi di euro tolti ai nostri bambini per l’aeroplanino dei grandi?

 

     C’è chi dice prendere o lasciare, c’è chi ipotizza che tanto presto o tardi l’Alitalia sarà venduta o fatta veramente fallire, beh a questo punto meglio 20.000 posti in meno che troveranno subito lavoro date le competenze (con tutti quei voli che fanno alla Ryanair vuoi che non serva un pilota? Certo lì volano più ore e non ti danno 7000-10.000 euro al mese, ma se sei senza lavoro ti accontenti!) che 150.000 disoccupati fra maestri e bidelli, che di sicuro, dato l’esubero imposto dal governo, avrebbero serie difficoltà a trovare di nuovo lavoro. O no?

 

    Casomai fatemelo sapere.

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