F.yr.e (AND) your think II (la vendemmia) |
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| ~~~ La ridondanza non sempre è un difetto ~~~ | |
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LinkVisiteAmo1. le ragazze.
2. leggere, scrivere, ascoltare (xkè c'è sempre da imparare... Anche da chi non penseresti mai possa insegnarti qlc!). 3. comunicare liberamente con ogni mezzo e/o individuo di tutto ed informarmi su tutto. 4. uscire con gli amici. 5. le belle auto, il calcio (tifoso A.S. Roma). Odio1. la tendenza dei singoli individui a fregare, continuamente e senza alcun ritegno, i propri simili per propri meri fini di lucro.
2. chi non si informa lasciandosi fregare dai propri simili e vive la vita come gli altri suoi simili, che hanno potere decisionale, influenzando il mondo dell'editoria e della comunicazione, vogliono fargli vivere. 3. chi si rifugia nell'ovvietà (da me ribattezzato Festival o Sagra del'Ovvio)per nascondere quello che realmente pensa o nascondere la verità che c'è realmente dietro (penso ai calciatori - allenatori, ai politici...). 4. la Tv, la logica dell'audience in base a cui si produce l'informazione o i programmi televisivi (quelli interessanti alle 3 di notte...!)ed i giornalisti perchè contravvengono al loro principale dovere/diritto: INFORMARE, DIFFONDERE, COMUNICARE. 5. la censura, quando sia usata a scopo d'impedire la divulgazione di qualcosa non conforme a determinate proprie idee, o sia usata xpaura che provochi danni d'immagine solamente perchè in realtà mette in risalto ciò che è vero, quindi che si dovrebbe saxe! On Read Now --->" Non si muore tutte le mattine " di Vinicio Capossela editore Feltrinelli pp. 333 Sogni nel cassettoRiuscire in quello che mi prefiggo...! Per informazioni chiedete e vi sarà detto... ;Op (e comunque non li tengo nel cassetto... Sono congelati nel freezer del frigo, in attesa di essere scongelati)
Dicono di meL'età dei figuranti (by Caparezza 2003)
"Buonasera e benvenuti ad una nuova puntata di Stato Interessante, stasera parleremo del ruolo dell'informazio ne, in questo paese di grandissimi fi..." "Suo papà l'ha abbandonata che aveva appena 3 anni, per sposarsi con un transessuale, qualcuno vuole dire la sua?" Ma che bella trasmissione, somiglia con precisione alla poltiglia marrone, delle mie chiappone dopo colazione. Ma dov'è il pudore di queste persone, pagate per dare un opinione, drogate dalla televisione. Genitori orchi, figli Snorky, parenti conteneti di stare in tv a lavare panni sporchi. Cerchi nuovi sbocchi per gli occhi, fai zapping e ti shokki, trovi sciocchi gli show che imbocchi. Ti incacchi con presentatori ingrati, stipendiati da innamorati, casi umani spesso interpretati da attori improvvisati, ballerini incalliti giudicati da maleducati, loro saranno famosi? Noi saremo frustrati! Perchè nella vita vince chi figura, farà passi da gigante chi figura, possiamo farlo tutti quanti, benvenuti nell'età dei figuranti. Perchè nella vita vince chi figura, farà passi da gigante chi figura, lo mette in culo a tutti quanti, benvenuti nell'età dei figuranti. "Buona sera sig. Reza Capa, prego si accomodi..." Oggi vali poco se appoggi e tanto quanto distruggi, immagina una pagina di insulti insulsi roba da lama nei polsi, morsi e pochi rimorsi, mai pronti i soccorsi... o "aborro questi discorsi...", nei salotti TV figuranti stolti fanno più ascolti di molti programmi colti, tant'è che tanti li han tolti dando potere a spalti di giudicanti tanti re, pochi fanti. Nei comizi tizi arroganti attizzano tizzoni ardenti, schizzano epiteti pesanti, vanti. Venti spinti da fiati spenti soffiano intenti ad abbattere abbattono e gli abbattuti si battono finchè possono, poi capitolano, capito non ho il capitolo che sto scrivendo, non mi offendo ne mi sorprendo se ti difendo, così facendo rendo per ciò che innalzo, per ciò che stendo... Perchè nella vita vince chi figura, farà passi da gigante chi figura, possiamo farlo tutti quanti, benvenuti nell'età dei figuranti. Perchè nella vita vince chi figura, farà passi da gigante chi figura, lo mette in culo a tutti quanti, benvenuti nell'età dei figuranti. Everybody nau... Nau nau nau... "Se vorrai, potrai figurare anche tu, vedrai che il mondo ti sorriderà" Il secondo secondo me (By Caparezza '03) Il secondo album... è sempre il più difficile nella carriera di un artista. Il secondo album è sempre il più difficile. Italiani brava gente, italiani dal cuore d'oro, l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro, di santi, di poeti, di mafiosi e navigatori, ma tutti rivorrebbero tra le dita la Montessori. Inglesi, professori che non imparano altra lingua, inglesi, non dovranno mai cambiare moneta, inglesi, guideranno sempre dal lato sbagliato, per questo chi va a Londra so che torna un po' cambiato, i neri giocano bene a pallacanestro, hanno il ritmo nel sangue ed il pisello grande, i bianchi su tavoli verdi li trovi ridotti in mutande, ogni bianco invidia il pisello grande. Dicono che gli arabi scrivono al contrario, Mohammed ha detto che io scrivo al contrario, dunque ogni cosa giusta rivela il suo contrario e se non sei daccordo mi dispiace per te. Il secondo album... è sempre il più difficile nella carriera di un artista. Il secondo album è sempre il più difficile. Le camicie rosse ricucirono il paese, le camicie nere lo portarono alla guerra, le camicie verdi vi si son pulite il culo, gli stilisti dello stivale sono quelli più apprezzati, quando c'era lui i treni partivano in orario, quando c'era lui ci deportavano in orario, quando c'era lui non c'eravamo noi, che se c'eravamo noi saremmo stati impallinati, allora votami e vedrai, ti trovo un posto di lavoro, votami e vedrai, che non ti farai male, votami e vedrai, da domani ti vorrò bene, figliolo, una volta qui era tutta campagna elettorale. Vuoi fare il cantante? Ti servirà una spinta. Vuoi fare l'assessore? Ti servirà una spinta. Vuoi fare carriera? Ti servirà una spinta. Sull'orlo di un burrone avrò bisogno di una spinta. Il secondo album... è sempre il più difficile nella carriera di un artista. Il secondo album è sempre il più difficile. Calciatori miliardari che rincorrono un pallone, musicisti miliardari che rincorrono il successo, industriali miliardari che rincorrono la gnocca, col superenalotto faccio il botto, mi tocca, non sono sposato, diciamo che convivo, non sono disoccupato, diciamo che sto studiando, non sono un delinquente, diciamo che mi arrangio, diciamo diciamo diciamo diciamo un sacco di cazzate, non guardare Devilman diventi violento, non leggere Spiderman, diventi violento, non ascoltare Method Man, diventi violento, figurati cos'è restare un giorno in parlamento, i politici no no non sono più quelli di una volta, le donne no no non sono più quelle di una volta, io no no non sono più quello di una volta, solo la retorica è rimasta la stessa. Il secondo album... è sempre il più difficile nella carriera di un artista. Il secondo album è sempre il più difficile. Follie preferenziali (By Caparezza 2003) Povero Dio tirato in ballo dagli uomini, ma che religioni, sono questioni da economi, questi omini minimizzano rombi di bolidi, boom, fanno sempre i loro porci comodi, nel nome del Padre figli che si fanno invalidi, senti solo alibi squallidi, danno ragione solamente a visi pallidi, quelli diversi riversi ed esanimi. Partono plotoni di uomini di uomini, verso postazioni di uomini di uomini, aggressori con volti di uomini di uomini, aggrediscono figli di uomini di uomini, in un circo massimo di uomini di uomini, nell'Anno Domini di uomini di uomini, subiamo il fascino di uomini di uomini, come ninfomani di uomini di uomini. Non vengo con te nel deserto, scusami se diserto ma preferisco... Io preferisco ammazzare il tempo, preferisco sparare cazzate, preferisco fare esplodere una moda, preferisco morire d'amore, preferisco caricare la sveglia, preferisco puntare alla roulette, preferisco il fuoco di un obiettivo, preferisco che tu rimanga vivo. Gli uomini versano il tributo di nostalgie per epoche che mai hanno vissuto la bandiera e il saluto, o con noi o stai muto, questo è il terzo millennio, benvenuto! Chiedo aiuto a Newton, Isacco, come cacchio si fa a sopportare fatti di 'sta gravità? Anacronistica, la verità che viene a galla, esperto di balistica misurami 'sta balla e seguimi in questo viaggio tra santi e demoni, che invece sono solo uomini di uomini, tu che sei forte, alla morte sopravvivimi, io sono debole quindi l'anima minami, caro paese dalle belle pretese chiedimi se ti vedo come friend o come enemy, ti piace fare la pace ma allora spiegami 'sti missili che fischiano nell'aria come un theremin. Non vengo con te nel deserto, scusami se diserto ma preferisco... Io preferisco ammazzare il tempo, preferisco sparare cazzate, preferisco fare esplodere una moda, preferisco morire d'amore, preferisco caricare la sveglia, preferisco puntare alla roulette, preferisco il fuoco di un obiettivo, preferisco che tu rimanga vivo. Partono plotoni di uomini di uomini, verso postazioni di uomini di uomini, aggressori con volti di uomini di uomini, aggrediscono figli di uomini di uomini, in un circo massimo di uomini di uomini, nell'Anno Domini di uomini di uomini, subiamo il fascino di uomini di uomini, come ninfomani di uomini si ma... Io preferisco ammazzare il tempo, preferisco sparare cazzate, preferisco fare esplodere una moda, preferisco morire d'amore, preferisco caricare la sveglia, preferisco puntare alla roulette, preferisco il fuoco di un obiettivo, preferisco che tu rimanga vivo. | 28 Agosto 2009
Amore AmaroBreve incursione nel mondo digitale, per annunciarvi che Amore Amaro è disponibile fra i titoli votabili del sito antonellodesanctis.com. Dopo le 90 righe per uscire dall'anonimato da cui ancora, ANCORA, non sono uscito; dopo i giri di parole della Navarra Editore a cui non mi sono nemmeno classificato mi sono detto: non c'è ventidue senza ventitrè e così ad un nuovo concorso, tosto, mi sono presentato. Ecco il link completo: http://www.antonellodesanctis.com/Pagine/concorsi/vediNarrativa.asp?id=81 26 Marzo 2009
COPIARE ED INCOLLAREVisto che di copiare ed incollare non ne vale la pena, se volete trovate tutti i miei post aggiornati qui: 22 Settembre 2008
L’ALISILVIO E I SUOI PRECOCI CONTRIBUENTISiam bambini, siam piccini, ma bocciamo la Gelmini! Loro non lo sanno, ma, per consentire a questo paese senza ali di volare ancora, saranno i primi a contribuire. Oh non economicamente… Semplicemente sulla loro pelle, sulla loro istruzione.
Più di un miliardo di debiti, bad company, good company (sembra stiano parlando di una birra), 2000 esuberi, 5000 esuberi (ed in parlamento? Nessuno parla di 945 esuberi pluristipendiati…?) e poi tagli, tagli, tagli… Tagli fra i piloti, tagli fra gli addetti, tagli fra il personale di volo e di terra (le hostess) tanto che viene il dubbio che dietro, a tagliare, ci sia Silvan con una delle sue magie tipiche di ogni mago (la donna tagliata in tre, ma poi perfettamente integra…).
La storia è questa: c’era una volta una compagnia aerea italiana chiamata ALITALIA che grazie a cattive gestioni, come i gatti, fallì 6 volte e quando alla settima stava per fallire, definitivamente, ci mise lo zampino il padreterno (pardon, il governo nel suo massimo esponente Silvio l’Eletto), a dire il vero con un assegno ponte – boccaglio d’ossigeno sganciato dal centros (non è un centrosinistra, di sinistra non aveva e non ha tuttora niente, perché chiamarlo col nome per esteso?) ad aprile scorso, ma su ordinazione del centrod (non è un centrodestra, di destra quella seria con cui razionalmente parlare non ha niente, ha qualche reminiscenza della destra autoritaria quello sì, divise, pugno pseudo duro… Ma per il resto niente più, quindi perché chiamarlo col nome per estreso?). Questa compagnia di bandiera ormai ridotta a banderuola aveva vissuto momenti di speranza (Airfrance) prima di sprofondare nello sconforto e di lì arrivare nel baratro.
L’han notato tutti di come con Airfrance i licenziamenti sarebbero stati 2000 mentre ora ne saranno fino a 5000, tutti l’han capito ormai che i sindacati non sono più dalla parte dei lavoratori, perché non gli conviene e di come gli impiegati Alitalia si siano organizzati in sit in spontanei, proprio perché non si fidano più dei sindacati. Del resto se i sindacati fossero stati dalla parte dei lavoratori avrebbero accettato di buon grado l’esclusione di 2000 persone su 20.000 (i dipendenti totali, ovvero solo l’1%) invece di mostrar la pecorina in questa attuale prospettiva, data dalla CAI, che letteralmente vorrebbe dire Compagnia Aerea Italiana, ma che in realtà significa Combriccola Arguti Industriali, che solo hanno da guadagnare da questo losco affare.
Ma dicevamo all’inizio prima di divagare che i bambini sarebbero stati a pagare. Ebbene si! Si ipotizzano 150.000 (e non duemila o cinquemila) tagli, in tre anni, nella scuola pubblica grazie all’inutile trovata del maestro unico, inutile per chi deve apprendere e formarsi ovvio, per le tasche di questo sedicente Stato no di certo. Centocinquantamila tagli, infatti, vogliono dire almeno 2.100.000.000 € di stipendi l’anno, esclusi straordinari, in un calcolo al volo su una base di mille euro al mese a persona per 14 mensilità, escluse le tasse irpef e le altre voci complementari che doppiano la busta paga come guadagno, ma che non vengono percepite dal lavoratore quanto dall’INPS e gli alti istituti consimili. Dato però che i compensi in base ad anzianità, assegni familiari ed altre elemosine possono arrivare ben oltre i mille standard ecco che lo Stato in tre anni, secondo i sindacati, solo con i tagli alla scuola andrebbe a risparmiare la cifra record di 8 miliardi di Euro.
Basteranno per far volare quella sottospecie di imprenditori fallimentari e amministratori delegati (delegati da incoscienti, senza dubbio!) che ci ritroviamo? Basteranno 8 miliardi di euro tolti ai nostri bambini per l’aeroplanino dei grandi?
C’è chi dice prendere o lasciare, c’è chi ipotizza che tanto presto o tardi l’Alitalia sarà venduta o fatta veramente fallire, beh a questo punto meglio 20.000 posti in meno che troveranno subito lavoro date le competenze (con tutti quei voli che fanno alla Ryanair vuoi che non serva un pilota? Certo lì volano più ore e non ti danno 7000-10.000 euro al mese, ma se sei senza lavoro ti accontenti!) che 150.000 disoccupati fra maestri e bidelli, che di sicuro, dato l’esubero imposto dal governo, avrebbero serie difficoltà a trovare di nuovo lavoro. O no?
Casomai fatemelo sapere. 11 Dicembre 2005
MADE IN CHINACopiare ed incollare non fa al caso di chi qualcosa da dire, se non l'ha, la trova. Ed oggi vi voglio raccontare di un impero prima da favola ed ora da privare la parola. E lo voglio dire per le rime, ma senza farle, a chi ha i mezzi per intervenire. E lo voglio dire per le rime (senza farle) a chi, non sapendo, non si immagina dove andremo a finire. Non so per le aziende quanto alti siano i costi, alcuni saranno ingiusti altri meno, sta di fatto che se non facciamo qualcosa periremo, schiacciati - surclassati - fottuti e umiliati da chi le conquiste ed i diritti umani non li ha mai del tutto avuti. Dismetto i panni del menestrello, dopo tanto torno ad indossare quelli del reporter senza testata a cui riportare...
FIGLI DI UN DIO MINORE Il successo della Cina, una sconfitta dell'umanità Di Daniele Angelucci Cina - L'aspettativa di vita è cresciuta negli anni, al pari del reddito pro capite e l'analfabetismo è diminuito sensibilmente. Tuttavia non si può parlare di società in Cina perché il sociale è qualcosa che non li riguarda, né da lontano né da vicino. Ne sanno qualcosa quel miliardo e trecentocinquanta milioni di gente oltre oriente, che non accenna a smettere di figliare, sottopagata perseguitata, seviziata, sfinita e sacrificata in funzione della crescita economica nazionale. Crescita esponenziale e senza soluzione di continuità da qualche anno a questa parte (dal 1980 n.d.r.), da quando chi amministra ha compreso che tante nascite formano altrettanta forza lavoro e che mettendola in competizione il terno al lotto è garantito. Perché il boom economico, il miracolo orientale che ha portato la Cina a scavalcare l'Italia come reddito pro capite ed a farla piazzare sesta appena dopo superpotenze come Usa, Giappone, Germania, Inghilterra, Francia è tutto frutto di una sottrazione, di un due meno due. Questa l'operazione semplice: la popolazione numerosa genera una domanda di lavoro " x " alla quale il lavoro risponde " -x ", cioè in misura minore, per diversi motivi. Perché il lavoro non è per tutti, perché così gli conviene, perchè è comunque una legge di mercato (legge del tornaconto n.d.r.) a domanda maggiore il prezzo si alza a minore scende, è normale. Ed è quello che sta avvenendo in Cina oggi. La popolazione domanda, le imprese rispondono di avere posti ma a determinate condizioni ed i cinesi non potendo far altro lavorano a quelle condizioni. Quali condizioni lo vedremo presto. L'importante è che quelle condizioni stanno consentendo un'inversione di rotta preoccupante per i mercati d'occidente. L'etichetta MADE IN CHINA campeggia ormai su ogni tipo di bene, originale o falso che sia: sul vestito finito, sul componente elettrico che sta dentro all'apparecchio elettronico, sull'apparecchio elettronico stesso, sulla litografia di un quadro, sugli accendini, sui soprammobili di dimensioni più o meno grandi: talmente tanti che si è coniato un termine apposta, le cosiddette " cineserìe ". Ed ancora: sulle maioliche con cui si riveste un bagno, sulle valvole di sfogo dei caloriferi, sui tasti di una tastiera musicale, sui pomelli che rivestono una credenza, su tutto quello che può essere fatto dall'uomo ci sono prodotti cinesi, di eguale qualità ed a volte addirittura superiore, ma in ogni caso di molte volte più economici. E sta tutto lì il motivo per cui la Cina si sta arricchendo in modo pericoloso, a spese del suo popolo, nel costo del prodotto sul mercato. Il prezzo per il pubblico è inversamente proporzionale al prezzo che pagano i cinesi, maggiore è il prezzo pagato dai cinesi meno caro sarà il costo del prodotto finito per il mercato e più alto sarà il profitto. Questa la legge non scritta che regola l'import - export d'oriente. Ed il prezzo da pagare per i cinesi, nel 2005 inoltrato in relazione con un occidentale tipo è davvero troppo alto. Lo standard SA8000, insieme di regole che elencano i requisiti etici tra impresa e dipendenti, è stato totalmente soppiantato dal fresco standard CSC9000T (China Social Compliance 9000 for Textile & Apparel Industry) che ha edulcorato i diritti dei lavoratori. In particolare, mentre con il primo, rispettato più o meno spontaneamente in ogni paese civile del mondo, c'erano: il divieto di utilizzo del lavoro infantile, il divieto di pratiche di lavoro forzato, la tutela della salute e della sicurezza, la libertà di associazione ed il diritto alla contrattazione collettiva, il divieto di discriminazioni, il divieto di procedure disciplinari illegali, la garanzia di un giusto orario di lavoro, la corresponsione di adeguate retribuzioni e l'introduzione di un sistema di gestione sociale; con il nuovo standard cinese, varato con la collaborazione del loro attuale governo comunista (meno comunista che esista n.d.a.), viene negato il diritto di associazione dei lavoratori, legittimata la discriminazione in un certo numero di casi (come quelli degli orientamenti politici o sessuali) e vanificati gli sforzi di porre un limite alle ore di lavoro e di garantire il pagamento di stipendi decenti. In altre parole il cinese lavora quante ore gli viene detto di lavorare, se si aggrega, dice quello che pensa sia sulla politica che sulle proprie preferenze sessuali sarà fatto " sparire " fisicamente, viene pagato quanto l'azienda intende e se alza la voce in proposito o sciopera sarà licenziato. Perché se non va bene quello che guadagna a lui ci sarà sempre un altro cinese da assumere che si accontenterà di quello che l'azienda avrà intenzione di dargli, in quel miliardo e trecentocinquanta milioni di persone, di bocche affamate che per vivere, come tutti, si devono nutrire. Alcune precisazioni: ho fatto quest'articolo perché impressionato dalla mole di sequestri che la guardia di finanza fa in merito a beni confiscati, originali e non, di provenienza cinese. Non sapevo, prima di informarmi a fondo, che il problema fosse di tale grandezza e non lo sapevo perché intorno non se ne parla granché... E non se ne parla, a mio avviso, perché sostanzialmente in Cina c'è un governo comunista, perché in Europa si è tutti un po' comunisti ed allora per rispetto... Ed è proprio lì l'errore, in Cina c'è un governo comunista, solo di nome, in realtà c'è un regime schiavista che va combattuto con tutte le nostre forze. Perché stiamo tornando indietro e se non facciamo qualcosa scoppierà qualche altra guerra. Molte aziende occidentali, per ovvi motivi, stanno trasferendo le proprie fabbriche in Cina, ed in altre parti del mondo altrettanto " convenienti ", alludo anche ad aziende italiane. A quanto sembra costa meno produrre là e poi importare piuttosto che produrre direttamente nel luogo d'origine dell'azienda! A tali imprese va tutta la mia solidarietà " di sinistra "... Perché se tali aziende, ed in particolare quelle italiane, se ne vanno: FANNO BENE. Se i costi ed i tributi da dare allo stato gravano oltre la metà di quanto l'azienda guadagna tanto vale emigrare la produzione e sopravvivere piuttosto che fare crack. In guardia gente, che se le aziende migrano con loro migreranno anche i posti di lavoro (non i lavoratori, che è ben diverso...) Vogliamo fare tutti qualcosa prima di restare a casa, o no?!? A domani, in senso lato... D. 18 Novembre 2005
L'ORA DELLA VERITA' Di ritorno dall'Arno ho deciso di svelarvi un primo arcano postmoderno. Qualcosa che forse tutti voi già sapete, il problema è che fate finta di non saperlo perché così conviene a tutti. Perché se non ci si pensa si vive più leggeri. Perché se non lo si nota la coscienza resta vuota. Perché se non lo si guarda con gli occhi bene aperti il cuore non duole e si è tutti più contenti.
Mi riferisco alla logica che trasforma l'informazione e produce la comunicazione. Perchè oggi è comunicazione e non più informazione. A quante cazzate ci fanno assimilare durante la giornata senza darci, pur avendone diritto, il rimborso e che tutte quante messe insieme formano quel bagaglio di chili superflui che c'ottunde il cervello e non ci fa capire che la verità sta di là, dietro il foglio. Di tutto quello che vi viene detto, prendetene una parte, il resto è soffritto. Lo sfogo prende spunto dall'ennesima pappardella fritta che al tiggì oggi hanno rifilato: La PIAGGIO è in crescita, l'azienda ora in salute grazie ai suoi modelli di punta, come la Vespa venduta oggi in tutto il mondo, aumenta le vendite. Cosa capisce il cittadino medio? Che il made in Italy fila, che almeno la Piaggio con le sue vendite risolleva la Fiat, che appena le mettono in vendita conviene acquistare le azioni della casa motociclistica di Pontedera. NO! E' qui che mi incavolo... Quella notizia è vera in parte. Ed è qui che risiede la differenza tra quaglia e quagliare. La Piaggio torna in utile, si ha venduto più dell'anno scorso, è vero. E questo si chiama quaglia. Ma non è in salute, tutt'altro! Ha 800.000 miliardi delle care lire di debiti! Per la precisione 449.8 mln di euro! Cosa fa pensare tutto ciò?!? Che sia una mossa ordita per tendere a rasserenare l'italiano medio e spingerlo ad investire visto l'imminente ingresso in borsa dell'azienda?!? SI. Ora avete capito bene. Perché la Piaggio a breve verrà quotata in borsa, ovvero verrà messa in quel posto pubblico atto ad elemosinare soldi per le aziende in difficoltà ai quieti risparmiatori italiani. Perché un'azienda in salute non va in borsa, sappiatelo. E questo si chiama quagliare. Ordire, mentire, negare quello che realmente è, far passare notizie che si vogliono mascherare, mistificare... Per usare una parola tanto cara al nostro presidente del consiglio da non consigliare affatto a nessun popolo. Questa è la comunicazione signori. Ben diversa dall'informazione. La comunicazione prende l'informazione e la manipola, per mandare il messaggio che si desidera mandare. L'informazione è la notizia in sè e per sè e da essa con una sapiente manipolazione nasce il messaggio che si comunica. Ovviamente più una informazione è manipolata più la comunicazione è lontana dalla verità. Ed è quello che accade oggi, dove le fonti che assimilano le informazioni e le trasformano in comunicazioni non sono libere, ma in mano a vari privati. Del resto non è così anomalo se il corriere della sera, il più letto quotidiano nazionale, è retto da una cordata di tredici aziende... Quali informazioni, pardon comunicazioni credete abbiano interesse a far passare quelle imprese secondo voi?!? A buon intenditor... Questi due link vi proveranno che ciò che dico è vero: -- http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmotori/kwmnews.jsp?idContent=1303463&idCategory=741 -- http://www.espressonline.it/eol/free/jsp/detail.jsp?m1s=null&m2s=so&idCategory=4807&idContent=1166816 Del link all'espresso iniziate a leggere dal paragrafo: < La quotazione in borsa della Piaggio, anticipata rispetto[...]> Perché io mi diverto si a cazzeggiar con le parole, ma non fanno male a nessuno, e cerco di dire sempre la verità, per quanta ne riesca a sapere... Anche loro cazzeggiano con le parole, non in rima è chiaro, ma la loro pericolosità è ben più grave. State in campana gente. Presto ulteriori post su questo tema, almeno altri due. E tra breve metto le foto sul fotoblog della trasferta in quel di Firenze... Arrivederci senza vederci affatto! D. tratto da http://xavor.leonardo.it/blog 09 Novembre 2005
POST THIS!In principio erano i poster. Con scritte a caratteri cubitali, immagini multicolori esponenziali, sigle e stemmi clericali, epitaffi ferali, loghi (senza suonerie) immorali; a comunicare, far vedere, immaginare, spiegare, a far sognare, credere, sorridere e piangere. In formato cinquanta per sessanta come ottanta per sessanta o settanta per centocinquanta, non importava. Il loro compito era quello: sintetizzare un'emozione di qualunque forma e significato sia stata essa e lo adempivano alla grande. Poi venne Art Fry, americano ricercatore presso la sede della 3M a Saint Paul. Poi venne Art Fry che tolse le immagini, rimpicciolì il tutto, sintetizzò la forma riducendola ai meri contenuti testuali ed in più abbreviati per starci nello spazio. Poi venne Art Fry ed i suoi post - it giallo paglia. Era il millenovecentoottanta, ci si avviava verso il secondo boom economico in Italia, tra le hit dance figuravano fra gli altri DIANA ROSS (Upside down) KOOL AND THE GANG (Celebration) gli EARTH WIND & FIRE (Let's groove) ed internet, col nuovo nome da pochi anni (all'origine ARPANET), cominciava a fare capolino coi suoi spiccioli di contenuti (in confronto a cosa siamo abituati ora) senza aver ben chiare le proprie potenzialità.
Fu allora che il popolo dei creativi si riappropriò del maltolto. Troppo grandi i poster per entrare nello schermo di un computer, troppo piccoli i post - it (che sullo schermo spesso ci finiranno, appiccicati) per comunicare emozioni, così si inventarono i post. Unire parole e messaggi con sfondi visivi o sonori. Decorare offese o presunte tali con emoticon. Infierire sardonicamente, rispondere prontamente dando consigli su questo e quello in maniera più o meno pertinente. Far riflettere in maniera rilevante, far ridere o irritare tanto che l'eccesso appaia comunque snervante. In una parola " emozionare ". Questo possono i post, come i loro lontani predecessori, i poster. Sono pagine scritte su diapositive indelebili. Fotografie di parole disincagliate tra punti e virgole. Do di petto stampati su video e salvati in mente. Non vorrei rovinare la poetica atmosfera creata con questa premessa ma lo scopo di questa pubblicazione era ben altro... Era quello di definire alcune regole per un buon post! Difficile a crederlo eh..? Lo so se mi lascio andare poi sproloquio a destra e a manca... Manco a dirlo! Quello che volevo dire è che in un sito ho trovato delle regole per un buon post che vado ad enunciare: 1. I post devono essere brevi, chiari, senza doppi sensi e scritti con semplici parole 2. Le parole clou vanno evidenziate in grassetto, i concetti da far risaltare sottolineati 3. I paragrafi suddivisi e se possibile ogni riga suddivisa da una interlinea doppia, questo per una maggior chiarezza del messaggio 4. Vanno evitate battute non esplicite e quelle di non facile comprensione 5. Il titolo è essenziale deve racchiudere l'argomento trattato e non essere campato in aria 6. Se si cita un avvenimento letto e tratto da qualcosa và riportata la fonte Inutile dire che io di queste cose non ne seguo una che è una. Tanto per cominciare non sono breve, suddivido sì i paragrafi, ma non tutti, faccio battute e metto doppi sensi che pochi comprendono (ma è voluta così la cosa, altrimenti non sarebbe un blog d'elite) ed anzi non metto proprio boutade comprensibili dalla massa per non finir ammassato insieme a loro! Il titolo sì, quello è sempre inerente al post (piccolo consiglio... Se volete che al vostro blog accedano dai motori di ricerca mettete titoli noti... Tipo: argomento prostituzione? Intitolatelo Pretty Woman... Avete idea di quanti cercando il film poi finiranno a leggere le vostre pagine? Diciamo che non è una linea da seguire sempre... Però talvolta la uso anch'io, quando voglio che leggano molti una cosa che ritengo importante). Tutto ciò l'ho fatto per dire che cosa? Che ci sono regole da seguire e regole che non ne vale la pena. Siate voi stessi sino in fondo che tanto chi recita, oltre che alla lunga stanca, comunque si vede. Avevo promesso due o tre post oggi... Ma per cause di forza maggiore vi dovrete accontentare di questo! Alla prossima ed a tutti un cordiale plantare... D. Pubblicato nella rubrica C'è post x Te del mio blog, qui non vi sono rubriche purtroppo... Blog = Rock / Megasito = LentoComeUnaTartaruga D. 07 Novembre 2005
ACCONTENTATI SCONTENTILa buganvillea è in fiore mentre il glicine no, ancora se la tira... La Roma ha vinto la partita col Messina due a zero e Totti riproducendosi ha dato il suo frutto, che prenderà il nome di Christian. L'inverno è alle porte, è alle porte da un pezzo oramai, tuttavia nell'aria ancora non si avverte. Andrebbe tutto bene se non fosse che il compianto proprietario di questo blog ha deciso di pubblicare un nuovo aforisma che andrà a rovinare la settimana entrante. Questa volta all'accontentarsi è inerente! Fermo restando che, a partorirlo, come di consueto c'ha pensato la mia mente...
< Quando accontentarsi è d'obbligo alza il prezzo della posta > Come a dire: pretendi il massimo. E se Massimo non c'è allora pretendi Gianluca, Mirco, Saverio... L'importante e che non ci si accontenti di quello che passa il convento perché altrimenti finireste per farvi preti o suore. Questo il mio point of view... Accontentarsi va bene, per carità! Ma a metà strada tra quello che si può avere e quello che si vorrebbe, non solo di quello che si può avere... Anche se ottenere ciò che si vuole sarebbe l'apoteosi della contentezza, però rinunciare ad alzare il prezzo della posta per paura di perdere ciò che si ha tra le mani è da provinciali oltre che da falliti. Sempre a mio modo di vedere, sia chiaro... Piccola comunicazione di servizio per la mia AMATA (senza polemica, è davvero così!) ziauvetta... Questo aforisma l'ho coniato anche per colpa tua! Sei te che mi ripeti sempre la gente ha smesso di sognare perché si accontenta, la gente ha smesso di pretendere perché si accontenta... Accontentarsi sì, ma c'è accontentarsi e ACCONTENTARSI! Tipo: sogno di essere acclamato come scrittore, ma non ci riuscirò? Ok mi accontenterò di fare il giornalista, no di certo il direttore di un supermercato... Questo volevo dire con acco e ACCO! Mi capisci vero? Non ne convieni anche tu? Al massimo me lo manderete a dire da Massimo cosa ne pensate. Per quel che mi riguarda non mi farò vivo per un po'... Diciamo fino a domani, ma stavolta il domani è certificato... Con l'exploit signor signori! Ben due o tre post domani! D. pubblicato nella rubrica L'Aforisma della settimana del mio blog, a titolo informativo visto che qui non esistono rubriche, che schifo. D 03 Novembre 2005
C'E' SEMPRE UN PERCHE' In questo post si faranno domande senza arrogarsi l'arroganza di ricevere risposte. Sarà breve, durerà giusto il tot necessario a farvi venire dubbi e perplessità sulla vita in genere, sui vip, sul mondo, su quello che è giusto o sbagliato, sull'aldilà... Dirò solo che finalmente dopo tanto tempo che l'avevo progettato sono arrivato a pubblicarlo, starà a voi decidere se sarebbe stato meglio non farlo! Che l'interrogazione extraparlamentare abbia inizio... E che finisca il supplizio! (** sono in ordine sparso, senza una logica che li accomuni, con l'unico filo conduttore dato dalla questione che pone)
1. Perché DJ FRANCESCO riscuote più successo di DE GREGORI? 2. Perché chi interpreta canzonette è amato più di chi compone poesie? 3. 3. Perché le donne, quelle che ti piacciono veramente, la maggior parte delle volte sono strafidanzate pluriennali e quando non lo sono fanno capo all'altra sponda, sono troppo grandi per te, hanno troppi problemi e confusioni in testa da non volersi legare? 4. Perché si devono usare LE STRATEGIE per forza in amore? 5. Perché il grano duro è duro? Si insomma c'è un grano molle? Quindi, quanto è duro sto grano? 6. Perché i file di word si salvano in .doc piuttosto che in .wor? Forse perché l'autore è il garante per la Denominazione d'Origine Controllata? 7. Perché in un film coincide sempre tutto? Il malato guarisce dal coma un attimo prima che la sua donna, ormai persa la fiducia, si stia per sposare con un altro; la missione si compie solo per le scelte del personaggio principale che naturalmente non sbaglia un colpo... Insomma perché è sempre tutto così maledettamente perfetto? 8. Perché non si può dire TI AMO ad una persona dopo un'ora che la conosci se veramente è ciò che senti, ma si deve per forza aspettare? 9. Perché nel tempo in cui non si è impegnati a ciarlare ognuno di noi non fa altro che pensare, pensare, pensare? 10. Perché quasi ognuno di noi ha una coscienza? 11. Perché la quasi totalità delle acque minerali ha per marca il nome di santi? (Sant'Anna, Sant'Agata, Sangemini, San Benedetto...) 12. Perché ci sono notti in cui puoi provare a fare tutto quello che vuoi, ma di prendere sonno neanche a parlarne? 13. Perché la maggior parte delle ventenni di oggi la danno a quarantenni sposati con figli? 14. Perché non c'è più l'amor proprio, non esiste più la dignità e l'autostima? 15. Perché conta sempre meno l'onore per le persone? 16. Perché IO ogni volta se non passa mezz'ora di pensieri, bilanci giornalieri, supposizioni, congetture... Non riesco mai ad addormentarmi appena poggio testa sul cuscino, come fanno molti altri? 17. Perché i presentatori tv, presentando l'impresentabile (peggio del trash... e penso a programmi come Bisturi, La talpa), trovano pure la forza di giustificare i programmi che fanno piuttosto che indignarsi di fronte a quanto mostrano? 18. Perché nel mondo, che è fatto di spermatozoi evoluti ma pur sempre spermatozoi, nessuno si rende conto che belli o brutti, ricchi o poveri, uomini o donne non è altro uno spermatozoo evoluto come l'altro e che quindi sarebbe tutti ora di darci una calmata? (penso a guerre, devastazioni, abusi di potere...) 19. Perché hanno inventato i blog? 20. Perché la gente, col passare del tempo, prende sempre più a lasciarsi andare sia fisicamente sia moralmente? 21. Perché la gente non si rende conto che della gente a sua volta fa parte quando ne parla con superiorità, odio, indifferenza, disprezzo o invidia? (me per primo, tranne che nel caso dell'invidia... Non invidio niente e nessuno!) 22. Perché esiste chi senza scrupoli viola l'infanzia di bimbi o, peggio, dei propri bimbi per meri scopi sessuali? 23. Perché c'è chi uccide le persone che l'hanno messo al mondo? E perché, spesso, avviene pure il contrario? 24. Perché stiamo tutti impazzendo e non ci rendiamo conto che basterebbe poco, davvero poco, per rendere tutto più bello? 25. Perché di notte, quando sei lì che non riesci a dormire, ti vengono le idee migliori per un libro da Nobel per la letteratura o frasi da brivido che puntualmente al mattino non riesci più a ricordare? 26. Perché c'è chi si accanisce per ogni minima stronzata mentre invece, per le cose serie, si lascia correre? 27. Perché oggi è così difficile comunicare quello che si sente / pensa così come quello che non si sente, non si pensa? 28. Perché mia madre non capisce che quando scrivo non voglio essere disturbato? 29. Perché con tutti gli strumenti di comunicazione che abbiamo a disposizione scarseggiamo in " cose da dire "? 30. Perché è così difficile fare ciò che si vuole davvero, mentre è così normale piegarsi e fare quello che non rende felici? Perché è così difficile realizzare i propri sogni? 31. Perché mia madre, ancora oggi a ventitrè anni, che siano le 3, le 4 o peggio le 6 ogni volta che esco mi deve sempre chiamare chiedendomi dove sono e a che ora ho intenzione di tornare? 32. Perché è così difficile reiniziare a studiare dopo un periodo, breve o lungo, di " sospensione " dall'attività? 33. Perché c'è gente che non sogna nulla di più di quello che ha o di fare altro rispetto a ciò che fa? 34. Perché alle tre del mattino e dovendomi alzare alle sei sono qui a scrivere su un block notes tutti questi perché? 35. Perché quando uno comincia a dare fastidio, nel caso in cui dica ciò che altri non vorrebbero fosse detto oppure nel caso di uno smodato successo affaristico, finanziario, lavorativo o affettivo gli vengono tagliate le gambe? 36. Perché esiste la magia? E perché la scaramanzia ? 37. Perché esistono l'astronomia, l'astrologia e gli oroscopi? 38. Perché il mondo si è ridotto così male? 39. Perché il sessantotto e tutto il resto non hanno portato a grandi cambiamenti? 40. Perché sono arrivato solo a quaranta? Perché, adesso, non mi vengono in mente altri perché? Concludo lasciando aperta la porta della cantina, senza arrogarmi l'arroganza d'ottener riposta...(come detto all'inizio) Chiunque di voi si avvicinasse con una risposta ad uno o a tutti i quesiti posti sopra scrivesse pure nello spazio del commento. Le risposte pervenute (se mai ce ne saranno) saranno raccolte e pubblicate in un post il cui titolo è già deciso e risponderà al nome di TUTTO HA UNA SPIEGAZIONE. Dopo la tivvù interattiva col digitale rupestre, pardon terreste, anche il BLOG INTERATTIVO! Ho in mente già il motto: F.yr.e (AND) your think il blog in cui tu non sei un semplice lettore, F.yr.e (AND) your think il blog in cui tu non sei un semplice fruitore, F.yr.e (AND) your think il blog in cui tu, perfino tu, puoi partecipare! Sto fuori... A dopo o a domani! D. 01 Novembre 2005
PROVARE PER CREDERE Più fresco di così c'è solo il pesce fresco. Più fresco di così c'è solo un cubetto di ghiaccio non ancora sciolto. Più fresco di così c'è solo un anelito di alito gelido. M'è venuto in mente ieri sera, mentre mi stavo per buttare nel torrente di usi e canzoni, usi " capioni " o usi e costumi che il tempo non ha scalfito, semmai modificato in funzione dei tempi, dal 1966 - '67 ad oggi. O meglio mi è venuto in mente quando nel torrente c'ero entrato da un pezzo. In quel torrente fatto di una popolazione così vicina eppur così lontana dalla falsa realtà quotidiana. In un mondo fatto di consuetudini alternative, di fratellanze conoscitive create per gioco: per una cartina, per voglia di scaldarsi in una fredda notte romana, per interessi biologici o falsi ideologici da combattere. In un mondo di nicchia, di margine, popolato da chi mai davvero è andato di moda, però è sempre esistito come il suburbio di una metropoli urbana e di là dal tramontare, ora e per sempre. Sto parlando dei centri sociali, del mondo delle " zecche " (che poi sono tanto zecche le persone che pronunciano con disprezzo questa parola), dei fricchettoni, dei comunisti ad oltranza, dei proletari di un sottoproletariato proletario...
Ieri sera sono stato al concerto dei Linea77 che si teneva proprio in quel mondo, al Villaggio Globale qui a Roma. E mi sono divertito. Insieme a quella gente da me, vuoi o non vuoi, così distante. Ho saltato, bevuto, scherzato, gioito, NON FUMATO, mi sono mischiato ed invischiato in quel chiassoso ritrovo e mi sono posto delle domande... La prima è sfociata nell'aforisma che segue, la seconda ha trovato subito risposta. La seconda mi chiedeva se non fosse meglio e non fosse da preferire, quel luogo di ritrovo a due metri da un accampamento di zingari, con al suo interno la sala teatro, il tendone per i concerti, la mensa, la parte archeologica e la libreria di testi usati e storici al contempo (ci si potevano trovare perfino libri con le miniature) al lampeggiare intermittente di musica ripetitiva e scatenante in una discoteca. Chiariamoci, nulla contro quel luogo " sacro " per molti... Sono io che mi sono stancato di frequentarlo ed ora ne limito le visite a due tre l'anno compreso capodanno... E la risposta che mi sono dato mi ha portato ad affermare, pur non avendo palesi possibilità di farmi i " rasta ", che tornerò a frequentare quel mondo sino ad ora mai frequentato, quel gigantesco allucinato (se ci si vuole allucinare, nessuno ti costringe a farlo) paese dei balocchi un po' vintage ed un po' trash ma più chic del comune trash. Bando alle ciance che come al solito la sto facendo più l'unghia del voluto... Accennavo ad una prima domanda sfociata in un aforisma sufficientemente fresco... Il fatto vuole che ciò sia l'aforisma che mi / vi accompagnerà per questa settimana! < Prima di dire, fare, criticare cerca di provare, da dentro. Se non provi non c'è gusto a parlare e allora è meglio far prevalere il tacere > Sufficientemente vero, anche se fresco, non vi pare? A titolo di cronaca: non ho mai ammirato né osteggiato o giudicato gli appartenenti a quel mondo, non fosse altro che per la mia tendenza, a grandi linee, verso quelle opinioni politiche. Ora che ho visto la gente che compone quel mondo (fatto di persone semplici, di voglia di aprirsi nei confronti dello straniero essendo loro stessi i primi stranieri della città, di ragazze che non se la tirano e ti sorridono se gli fai un sorriso) mi sento come loro. Non a tal punto di conciarmi nella loro maniera o di sballarmi col loro sistema, quello mai così sono e così resto, ma dentro... Nell'anima e nell'idea. Forse ho un pochino esagerato... Il troppo romanticismo del mio carattere e l'abilità di scrittura hanno poetizzato qualcosa che di poetico non ha molto... In fondo in fondo sono sempre un gruppo d'accannati persi riuniti! Che dibattono tra una canzone e l'altra, tra una canna e la seguente, o cantano con la voce impastata dall'hashish i mali del mondo contemporaneo... Però meglio loro, meglio passare una serata con loro che calarsi in un ambiente a tutto volume con gente che ha il solo fine di dimenticare gli stessi mali che di là si enunciano, che di là si fumano. 28 Ottobre 2005
Spiegazioni ovvero copio e incollo dal blog...Non so se si è capito, per far si che lo capiate avevo messo in conto che ci volesse A - un tipo/a parecchio ardito/a o B - qualcuno che avesse pluriciucciato bocce di vino... Quindi se non si rientra tra queste due categorie... In questo megasito piovuto dal cielo, nel senso che non lo volevo affatto ma ormai me lo ritrovo, ho copiato ed incollato, come sempre farò, quanto pubblicato fino ad ora nel mio unico, inimitabile, indescrivibile, ineluttabile, (inguardabile) blog! (http://xavor.leonardo.it/blog) Lì si capisce tutto meglio e ci sono migliaia di altre foto, è suddiviso in rubriche e poi le cose scritte tra < > non le cancella. Per cui quello che vi consiglio: se mentre leggete, qualcosa qui sopra, si dovesse interrompere bruscamente ANDATE LI'! Non sarà difficile trovarla, e finita di leggere convenire o meno, svenire o no, svilire, sbiancare, incazzare, trasalire con essa. Ovviamente ogni commento superfluo, sia qui che lì, NON è accetto... A buon intenditor... Poche PATATE!
Saluti a tutti, Daniele. |